istantanea
paolo pittoni

personale
polaroid

dal 6 al 27 aprile 2008

inaugurazione mostra
domenica 6 aprile 2008 - ore 19.00
aperitivo

in collaborazione con
istantanea festival

E' con gioia che ospitiamo nuovamente una mostra di polaroid. Come per Domenico Mirabella, continuiamo a considerare questo medium espressivo fortemente caratterizzato da elementi estetici quasi opposti alla "foto d'artista" e non abbastanza divulgati al grande pubblico. E' per questo che ringraziamo vivamente istantanea festival per la proposta di collaborazione.

Marco Mongiovi'
presidente mammut

nota da
“Fotografia Reflex” - marzo 2008
 
Di Eugenio Martorelli
“Romano, classe 1979, Paolo Pittoni è un fotografo sui generis. Silenzioso, schivo, disinteressato, va avanti per la sua strada in modo apparentemente casuale, ma con le idee invece chiare. Diplomato in direzione della fotografia a Cinecittà, ha fatto delle esperienze in campo documentaristico e cinematografico, il mimo e altri mestieri, ma sempre con una macchina fotografica accanto per dare sfogo al suo immaginario ed indagare sui temi che gli sono cari, la memoria, il lavoro umano, l’identità dell’uomo, la città.
…Polaroid ‘maltrattate’ con una tecnica che consiste nel piegare, bruciare, graffiare l’originale positivo uscito dai rulli della fotocamera, nella fase in cui avviene lo sviluppo ‘immediato’ oppure successivamente. In questo modo l’autore riesce sia a togliere temporalità al soggetto, sia oggettività, così da portarlo sul piano del sogno e di una memoria emozionata, che anche altri possono condividere. La Polaroid, prova obiettiva per eccellenza, cambia quindi la sua destinazione d’uso e si fa quasi materia del sognato. Nelle immagini di Paolo Pittoni, e sono state scattate di recente, abbiamo visto un viaggio in una Roma che non esiste, o che almeno non esiste più, come quando ci si reca in un luogo letterario, se ne (ri)cercano le suggestioni e non si trovano, forse perché non sono mai esistite. In queste fotografie le suggestioni invece ci sono, e sono quelle delle domeniche all’ippodromo delle Capannelle per le corse al galoppo, dei pini della Garbatella o di una rupe attorniata in realtà da raccordi stradali, di rovine archeologiche fra le quali potrebbe passeggiare Stendhal, di un fiume Tevere che è biondo solo di nome. Se non è nostalgia questa…
 
 
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